Io odio Pulsatilla (eppure me la farei)

giovedì, 22.02.07

La poesia vien mangiando. Poco magari.

Versi di Jacopo Masi, giovane poeta bolognese

 

Il pasto lungo

spore

 

A quest’età – mi spiegava spezzando
una cipolla già mezza
una voce già tronca –imparare la solitudine
significa dimenticare
ogni mattina della settimana
che nella stessa pentola colma
della stessa misura
d’acqua d’una vita

bisogna versare metà
della pasta per placare
un quarto della fame
– quel morso minimo
che s’annida nello specchio dello stomaco –

scolare un tempo doppio alle parole.

Lasciarle raffreddare.
Aspettare

a volte un pomeriggio intero
finché l’acqua nel bicchiere
prende il colore duro del legno
della madia,
l’ambra solida del vino.

Saziarsi dei vacillamenti
degli occhi e dell’udito
agli scricchiolii del buio
che s’aggira per la casa:
la sedia qua di fronte
la credenza nella sala.

Masticare con cura
anche il pane del silenzio
che soli a fine pasto
avanza sempre.

Inumidirlo
quando è secco
vuol dire questo
la mia superstite presenza – e mostrava
sorridendo la perfetta dentatura
della dentiera.


***

[Leggi tutto]

Autore: odiopulsatilla Categoria: J. Masi Ore: 17:28 Commenta