La poesia vien mangiando. Poco magari.
TIZIANO FRATUS
Le ragazze del medio e dell'alto ionio
dicono che siano bellissime le ragazze del medio e dell'alto ionio
lunghi capelli corvini occhi profondi e malinconici
voci dure alte i ricci ribelli che sollevano la polvere sui candelieri
e le mani da cui esergono le vene (fa caldo ma non è umido come a Roma o a Milano)
ti verrebbe voglia di allungarti per polpare la linea gotica il profilo
poi t'accorgi d'essere l'unico essere vivente al tavolo nato e vissuto a nord di napoli
(e a nord d'un pezzo)
il silenzio cerniera le labbra< i problemi del trovare lavoro in una terra dove le case non si finiscono mai
dove le amministrazioni comunali promettono automobili per i critici
e il ponte sullo stretto di messina vuoi vedere che esta vota si farà
nel piatto resta un po' di sugo lo raccolgo con una fetta di pane d'altamura
sorseggio mezzo bicchiere di primitivo in una locanda che si chiama il setaccio
a capotavola siede un poeta che diresse la compagnia del sarto
qualche attore palemmitano un cineasta reggino una montatrice rendana
un laureato in filosofia di potenza ed un giovane poeta scarmigliato di berghem
di questo passo non so dove andremo a finire
le ragazze del medio e dell'alto ionio hanno dante nel sangue
senza la possibilità di disintossicarsi
certo all'università portano ancora i jeans
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Tiziano Fratus
lumina
Editoria & Spettacolo, 2003
terza colonia
avvolti nelle tenebre e nel biancore d’un panno di lana
due neonati riposano con in testa la cuffietta amniotica
si dice che impedisca di annegare
e sotto di nero stracciati da capo a piedi
tranne il collo e il viso e le estremità infiori degli arti
il vento sospinge lontano le paure
eppure in fondo agli occhi la madre dondola gli eccessi d’una tempesta
che a volte si placano nell’ancorare i sensi sui visi fuori dal tempo dei figli
le palme ondeggiano al ritmo dello sciabordio della bassa marea
e i galeoni navigano in lontananza sicuri del mare disteso e della guida della luna piena
quarta colonia
non adattarsi mai alle proporzioni
calpestando il limite che separa il vizio dall’abitudine
come quando si cattura ogni sorta di coleottero o di aracnide
si catalogano in vasetti di vetro
lì dentro al riparo dalla cura degli angeli e dalla parola del cristo
si osserva il principio della morte
mentre col passare dei giorni l’odore necrotizza l’aria
il tasso di umidità cresce e poi svanisce
eppure certe abitudini non vanno in letargo
semmai mutano forma
una lunga catena del desiderio ha morso e sputato la vita
decima colonia
nubi di pellicani imbrattati di petrolio appollaiati sui resti in ruggine d’una piccola nave ripiegata sul fianco come un combattente morente fiaccato dal dolore al costato
e grumi di saliva che restano indiscreti attorno ai boccioli dei seni in cima al rosso del sesso sui fianchi e lungo le natiche
e l’odore di moka che spande col ruggire dell’acqua che monta
in questo porto sull’oceano gli addii si seppelliscono poco prima di farsi parola
e si sbriciolano come polvere di pane che va a ingrassare i meccanismi dei gabbiani
ancora si possono ascoltare di lontano le urla degli schiavi ed il chiasso delle catene rotolanti
ma il vento poi placa con l’aiuto smemorato del sole
e le spiagge lunghe macchiate di palma
l’ombra invalida scivola in fondo al bicchiere e niente resta da compilare
Biografia
Tiziano Fratus è nato a Bergamo nel 1975. Ha studiato e vissuto in diverse località fra cui Acqui Terme, Alessandria, Torino, Milano e Venezia. Poeta onnivoro ma prevalentemente carnivoro, ha pubblicato la raccolta di poesie lumina (2003, Roma), il poema drammatico in trentatré quadri l’inquisizione (2004, Roma), il volume antologico il molosso (2005, Roma), quest’ultimo presentato alla Fiera del Libro di Torino, la silloge la torsione. 26 poesie dell'omosessualità in età moderna (2006, Torino), la raccolta bacio le tuecicatrici (2006, Torino). La sua poesia è stata portata in scena da vari attori e registi: il monologo in versi l’autunno per eleni (2002) è stato portato in scena da Valentina Diana nella Galleria Velan di Torino, successivamente musicato da Ilaria Drago per il Word Stage di Arezzo Wave. L’inquisizione è stato diretto dal regista Pietro Bontempo all’edizione 2004 del festival internazionale Quartieri dell’Arte a Tuscania; alcuni quadri sono stati tradotti in francese e performati a Parigi dalla Compagnie Fideste. L’intero poema è stato tradotto in portoghese da Pedro Marques e Letizia Russo, edito da Artistas Unidos e presentato presso la Casa Fernando Pessoa di Lisbona, nell’ambito della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Il pianto, poema carcerario incluso ne il molosso, è stato diretto da Tommaso Massimo Rotella e presentato nel 2005 alla Fiera della Parola dell’Archivio Storico Olivetti e al Festival di Porto Venere. Uno studio di varie poesie de il molosso è poi andato in scena per la regia e l’interpretazione di Daniela Garneri alla quinta edizione del festival internazionale Tramedautore, Milano. Lo studio teatrale le bocche diretto da Daniela Garneri è andato in scena alla prima edizione di Torino Poesia, alla Fiera della Parola di Ivrea, al X Festival Internazionale di Genova. Una selezione di poesie è stata tradotta in inglese e slovacco e pubblicata nell’antologia internazionale Ars Poetica 2005, Bratislava. Ha inoltre diretto i videopoemi anatomici nell’uomo (2004, Torino) e il picchiatore (2005, Milano), presentati in manifestazioni in Italia e Europa. E’ stato fra i vincitori della XII edizione della Biennale di Poesia di Alessandria. Da tre anni organizza appuntamenti per la Giornata Mondiale della Poesia: nel 2004 presso l’Eikon Teatro di Torino, nel 2005 al Teatro Rasi di Ravenna, nel 2006 al Teatrino Groggia di Venezia.
Dirige la stagione di teatro contemporaneo Dissezioni presso il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia. Ha pubblicato volumi sul teatro italiano: Lo spazio aperto. Il teatro ad uso delle giovani generazioni (2002, E&S - alcune interviste sono state tradotte in portoghese e pubblicate sul magazine «Revista»), L’architettura dei fari: 1990-2003, la nuova drammaturgia italiana (2003, Ed. Atelier - Borgomanero); Salmagundi. Favola patriottica di Marco Martinelli (2004, E&S), Studi per esseri umani. Il teatro di Peter Asmussen (2005, E&S), Teatro di Stefano Angelucci Marino (2006, E&S). Fratus è autore per lo spettacolo Vi (2006) della compagnia OZooNo, in scena al Teatro Stabile di Torino.
Ha in cantiere la nuova raccolta di poesie I figli della pietà e di Mohammed Alì per Guanda ed il romanzo in versi I Gorgone(2008).
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