Io odio Pulsatilla (eppure me la farei)

Non dimenticare il piacere

Questo è il mio primo racconto. (pubblicato sulla rivista Omero). In questo racconto prende vita il nostro Oblomov. Leggete e poi fatemi sapere...

 

 

Non dimenticare il piacere

"Noi destiamo gli ipocriti
è vero, mio corpo? Lo sappiamo
che il piacere è inutile, vano.
Eppure ancora ne vogliamo."

Giuseppe Conte, Ferite e Rifioriture

Lara si era appena rivestita, il suo corpo era ancora caldo ed emanava un profumo intenso di plastilina. Si sedette in poltrona; le gambe divaricate tremavano ancora, non riusciva a fermarle. Si accarezzò il ventre con un gesto rapido quasi fosse coperto di polvere. Si annusò le dita, intensamente, strizzando gli occhi per rintracciare quell'odore nei suoi ricordi...

Cenere, fuliggine, odori che si perdevano in un passato lontano. "Cristo una volta li facevano meglio questi androidi della New Life. Mariti apprensivi e focosi - Razza caucasica", così recitava la pubblicità in televisione. Lei lo aveva chiamato Oblomov. Erano anni che stavano insieme oramai. "Ciao Lara oggi ho fatto il bucato,.ciao Lara oggi ho preparato il Rosbeef con le patate..... sempre così tutti i giorni, fino ad oggi che gli faccio scopiamo, lo imposto per benino e gli si inceppa quel grosso manicotto di cellulosa e per poco non prendiamo fuoco cazzo, marito focoso sì, ma....", pensò Lara mentre discuteva animatamente con la macchina dosatrice sulla quantità di sapone adatta a togliere quell'odore dalle mani, che ora cominciava a tormentarla. Alla fine si arrese, "quella maledetta macchina dosatrice vuole sempre dire l'ultima" pensò e decise di tenersi quell'odore sulle mani. Ogni tanto tornava istintivamente ad annusarsi le dita e alcuni vecchi ricordi affioravano vaporosi come esalazioni. Si avvicinò allo schermo al plasma dell'ingresso selezionando "Autunno": sentì il flusso di calore irradiare le fibre microlucenti sulle pareti e una luce morbida e rossastra riflettersi nella stanza, la temperatura salire di qualche grado....di aria, ecco di cosa aveva bisogno Lara in quel momento; si avvicinò all'armadio, lo aprì e una folata di vento fresco prese ad accarezzarle il volto. Chiuse gli occhi ed un brivido scese lungo la colonna vertebrale, si tirò su incurvando leggermente le spalle, chinò la testa verso destra carezzandosi il mento, la guancia e l'orecchio con la spalla. Una mano iniziò a massaggiarle la nuca ed il collo, poi la schiena ed i fianchi, scese sino alle natiche arrotondate, disegnando con le dita le sue forme, i suoi contorni, poi davanti, risalire lungo la coscia fino al pube e poi....si girò lentamente persa in quella morsa sensuale, aprì gli occhi ma non c'era nessuno. Tornò in camera correndo e lo vide lì, seduto sul letto, la testa china, poggiata sul petto, gli occhi sbarrati, assenti, le braccia stese lungo i fianchi, fin oltre le ginocchia. Il fallo, che pareva un candelabro di cera, andava lentamente sciogliendosi colando sul pavimento. Una fiammella bruciava ancora e Lara si avvicinò ad essa con la bocca, per spegnerla. Ma i suoi occhi si posarono sulla testa china di Oblomov, quei capelli scuri di fibra, ancora ben pettinati. Oblomov era immobile, guasto. Fuori servizio. Una voragine si aprì nel suo stomaco ...... Lara si guardò intorno, senza vedere realmente: una pellicola trasparente avvolgeva tutti gli oggetti nella sua stanza. La sua vita.Si leccò la punta delle dita, indice e pollice e dopo alcuni timorosi tentativi spense quella fiamma; scostò il lembo sinistro delle sue mutandine e, sorridendo, si fece penetrare, con irruenza, da ciò che restava del vigoroso caucasico Oblomov.

Si muoveva e godeva, ansimando di piacere. Si muoveva e piangeva Lara, di un pianto viscerale, profondo. Il pavimento di linoleum vibrò alla prima lacrima caduta. La lacrima lentamente si dilatò, così come le altre, sotto i suoi piedi, penetrando in profondità, come fa la pioggia che cade improvvisa su una terra arida e desolata.

Autore: odiopulsatilla Categoria: Non dimenticare il piacere Letto 199x volte domenica, 11.02.07 22:44:33 Permalink Punti "Karma": -6. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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Commenti:

  1. [1] odiopulsatilla adsl-ull-146-110.48-151.net24.it

    Perchè qualcuno non prova a darmi un commento sul racconto. E' molto utile per me.

    Rispondi
    1. commento ispirato da Barabba — #2
    votes: 10 giovedì, 22.02.07, 18:08:04
  2. [2] Barabba host193-196-static.38-88-b.business.telecomitalia.it

    ispirato da odiopulsatilla — #1 Io se vuoi te la do un'opinione. Dal basso della mia condizione di "capitata sul blog, incuriosita dal titolo dello stesso".
    Ben scritto ma forse troppo macchinoso. Secondo me scrivere vuol dire anche comunicare.
    E se chi legge non capisce un beneamato di quello che c'è scritto, bé, non gli hai comunicato nulla.
    M'è piaciuto un sacco il passaggio sull'apertura dell'armadio.
    Fine del commento.

    Rispondi votes: 0 venerdì, 23.02.07, 13:53:07
  3. [3] odiopulsatilla adsl-ull-193-124.48-151.net24.it

    Grazie barabba, finalmente un commento interessante. intendi comunicare un significato, o comunicare delle emozioni. Scusami se ti chiedo questo, ma serve per crescere e migliorare. Al più presto ci saranno nuovi racconti su cui discutere. Grazie ancora Oblomov

    Rispondi votes: 10 venerdì, 23.02.07, 23:06:14
  4. [4] Barabba host193-196-static.38-88-b.business.telecomitalia.it

    Intendo comunicare in generale.
    Forse in effetti le emozioni arrivano un po' di più, però è comunque molto difficile starci dietro, può diventare pesante.

    Intendiamoci, non sono nemmeno un'estimatrice del linguaggio iper semplicistico da best seller tristi tipo la Tamaro, però credo ci sia un limite anche allo stream of consciousness.

    Rispondi votes: 0 martedì, 27.02.07, 17:27:24

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